 |
| TRE PASSI SOPRA IL CIELO | | |
 | Le lastre laviche dell'Etna, interrotte dall'esplosione gialla delle ginestre. Le infinite gradazioni del verde delle colline senesi, con l'argento degli ulivi a renderle iridescenti. Infine le cattedrali di roccia delle Dolomiti, posate sullo sfondo di una volta celeste tanto limpida da far male agli occhi. Per la storia di Yamaha Event 2005 non poteva esserci epilogo migliore.
Venerdì gli otto gradi a duemila metri, la pioggia sferzante e il vento gelido avevano fatto temere il peggio, ma era soltanto un'operazione di maquillage per offrire allo sguardo dei motociclisti il volto migliore di due stupende vallate. Sabato, quando le dita luminose dell'alba hanno sbucciato l'ombra delle cime, si intuiva che il benvenuto delle Dolomiti sarebbe stato, ancora una volta, straordinario. |
 | |
 |  |
 |  |  | Poche nuvole bianchissime brillavano sui cento motociclisti schierati e impazienti alle undici del mattino, pronti a vivere un'esperienza difficilmente definibile a parole. Le impeccabili staffette del TMAXclub, gli unici a capirsi anche attraverso il casco, scandivano come metronomi a due ruote i tornanti e i rettilinei, mentre il variopinto serpentone si arrampicava sui fianchi delle montagne più belle del mondo. Paesaggi fiabeschi e pieghe a ripetizione, sgroppate nel fondovalle e ritmiche ascese, intervallate da una sosta all'incantevole laghetto di Levico, un piccolo cielo liquido circondato dall'abbraccio delle montagne.
Si riparte, ed è subito Manghen. La strada si restringe, il cuore si allarga, l'andatura ridotta permette di riempirsi gli occhi con un panorama che lascia senza fiato. E poi la salita al Valles, quella al S.Pellegrino, la picchiata verso Moena e il ritorno trionfale al Villaggio Yamaha, con un minuto di ritardo sulla tabella ufficiale dopo un tour di circa 250 chilometri.
Un'esperienza che brillava negli occhi di tutti, all'interno di tre giornate dedicate al culto del mototurismo, in contrade popolate quasi interamente da esseri mitologici con casco e due ruote.
|
 |  |  |  |  |  |  | | Il divertimento continuava nel villaggio, con le numerose attrazioni, le esibizioni degli acrobati del free style e dello stunt man Jacques Goy, che potrebbe guidare una moto con i denti, bendato. Tutte straviste, apprezzate e provate le moto Yamaha, con un protagonista su tutti: l'incredibile Tricker. Accarezzato dagli sguardi delle donne, conteso dai giornalisti che facevano a gara per guidarlo, è destinato a diventare rapidamente una moto di culto. Come la meravigliosa TZ 250 Rob North giallo sole di “King” Kenny Roberts, l'ennesima chicca offerta dall'History Racing Yamaha TZ Club. |  | |  |  |
 |  |  | | Agli eventi Yamaha si respira un clima unico, dove essere tra amici è un presupposto e non una conquista. Non a caso la parola più gettonata al termine di questo lungo week end a tre diapason è stata "famiglia". Ma questa è un'altra storia. Anzi, sono tante storie, che vi racconteremo giorno dopo giorno. |
 | |  |  |  |  |  |
| Con il patrocinio di |
|
Sponsor |
|
 |
 |
|
 |
|
|  |
 |